In questi giorni si parla molto di brexit, ovvero dell’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea. Il 29 marzo sarà il giorno del distacco ufficiale del Regno Unito, anche se si parla insistentemente di un rinvio a causa di mancato accordo tra le parti. È proprio a causa di tali incertezze se i proprietari di animali che devono viaggiare non sanno ancora come comportarsi. In Inghilterra molti proprietari che devono, o dovranno, viaggiare in Europa con il loro pet dopo il 29 marzo stanno ponendo domande in merito ai loro veterinari, chiedendo informazioni sugli spostamenti e sulla documentazione sanitaria da portare con sé. Gli interrogativi riguardano anche i pet che dovranno percorrere la strada inversa, dall'Unione oltre Manica. Purtroppo, i veterinari inglesi come quelli italiani non hanno molte risposte certe da dare, a causa del “buco” legislativo che si verrebbe a creare nel caso di distacco dell’Inghilterra senza accordo con l’UE. In questo momento (con il Regno Unito che fa parte dell’Europa) per portare un animale da compagnia in Inghilterra bastano microchip, vaccinazione e passaporto dell’animale. Nel caso, però, di uscita a senso unico dell’Inghilterra potrebbe essere necessaria una certificazione veterinaria aggiuntiva ogni volta che gli animali viaggiano, tra cui probabilmente anche un test per la rabbia. Ricordiamo che in passato gli animali portati in Inghilterra dovevano addirittura sottostare a un periodo di quarantena, speriamo quindi non venga reintrodotta tale regola. In ogni caso, e vista la situazione incerta, consigliamo a chi desideri portare i propri animali nel Regno Unito di non farlo in vicinanza della data di uscita dalla UE, e di tenersi aggiornati sugli sviluppi in materia. Non è molto, lo sappiamo, ma, se possibile, meglio attendere un po’ prima di viaggiare piuttosto che trovarsi in una situazione ingarbugliata con l’amico a quattro zampe bloccato da qualche parte.
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giovedì 14 marzo 2019
mercoledì 13 marzo 2019
EPILESSIA NEI CANI
Siete proprietari di un cane affetto da crisi convulsive e avete numerosi dubbi? Oggi cerchiamo di dare risposta ad alcune delle domande che più frequentemente ci vengono poste su questo argomento.
Cosa sono le crisi epilettiche e come si manifestano? Le crisi epilettiche non sono altro che un disturbo transitorio della funzione cerebrale che insorge improvvisamente, cessa spontaneamente e ha tendenza a ripetersi con le stesse modalità. Il cane non riesce più a stare sulle quattro zampe e presenta alterazione della coscienza, tremori, irrigidimento della bocca e degli arti fino al pedalamento continuo, perdita di saliva, urine e feci. A volte il cane, prima di queste crisi, può presentarsi più agitato del solito e questo può aiutare il proprietario a prevedere la crisi imminente.
Cosa possiamo fare durante una crisi? Per quanto sia difficile da accettare, purtroppo possiamo fare poco durante una crisi. Può aiutare però sapere che il cane non si presenta cosciente e pertanto non prova dolore, quindi l’importante è mantenere la calma ed eventualmente somministrare benzodiazepine (Valium®) per via endorettale (in farmacia vendono delle sorta di siringhe pronte all'uso).
Quali sono le possibili cause delle crisi epilettiche? Le cause possono essere davvero tante, da quelle intracraniche, quindi neoplasie, traumi, infezioni, malformazioni, problemi vascolari, a quelle extracraniche, quali intossicazioni, ipoglicemia, ipocalcemia e gravi alterazioni della funzionalità epatica e/o renale. Per questo motivo è fondamentale eseguire esami del sangue completi, seguiti da una visita neurologica che verificherà la necessità di ulteriori indagini diagnostiche come la TAC (tomografia assiale computerizzata) o la risonanza magnetica.
In cosa consiste il trattamento delle crisi convulsive? Una volta escluse cause sottostanti su cui è possibile intervenire e se le crisi diventano tante, generalizzate e frequenti, è indicato iniziare una terapia medica che dovrà essere condotta per tutta la vita. Esistono numerosi farmaci, il vostro neurologo sceglierà quello più adatto al vostro animale. Se, in casi gravi, il cane presenta convulsioni ripetute in un breve arco di tempo (stato epilettico) può essere necessario il ricovero in urgenza ed il monitoraggio costante del cane.
Se siete interessati a sapere di più riguardo all’epilessia potete leggere la nostra brochure sul sito clinicaveterinariagransasso.it, nella sezione notizie utili sotto la voce medicina interna, specialità neurologia.
Quella che vedete nel post è un'immagine TAC dell'encefalo di un cane che non mette in evidenza alterazioni significative.
lunedì 11 marzo 2019
CONTENITORI PER ESAMI DELLE FECI
Capita abbastanza spesso di dover effettuare esami delle feci ad animali sottoposti a visite cliniche. Effettuare il prelievo spetta, ovviamente, ai proprietari, anche se talvolta (comprensibilmente) non hanno molta dimestichezza con tale compito. È capitato, quindi, che tali campioni arrivassero in Clinica all’interno di contenitori poco idonei allo scopo, ma estremamente creativi: scatole del te, pacchetti di sigarette, cofanetti da gioielleria, scatolette di integratori, ecc. Non ci facciamo certo spaventare dal tipo di contenitore, ma se inadatto può rendere impossibile procedere in modo corretto con gli esami. I contenitori ideali per feci sono dei semplici contenitori di plastica, di dimensioni ridotte, dotati di una paletta utile per raccogliere il campione. È possibile richiedere gli appositi contenitori in Clinica oppure in qualsiasi farmacia. Tali contenitori, inoltre, consentiranno di evitare di spargere ovunque il loro contenuto, facendo la felicità di tutti, proprietari e veterinari.
domenica 10 marzo 2019
KAOS CERCA CASA
Lui è Kaos, un nostro paziente di quasi due anni che cerca casa. A dicembre è stato portato in clinica in quanto affetto da una malformazione cardiaca congenita, ovvero la persistenza della pervietà del Dotto di Botallo (PDA). In questi casi il trattamento necessario è la chiusura del dotto tramite procedura chirurgica o interventistica, ed è proprio questo l’intervento a cui abbiamo sottoposto Kaos nella nostra struttura, interrompendo con successo il flusso anomalo e bloccando la progressione della sua patologia.
Questo intervento dovrebbe essere eseguito nei primi mesi di vita altrimenti, soprattutto nei cani di grossa mole la dilatazione dell’atrio sinistro può provocare una aritmia cronica: la fibrillazione atriale. Purtroppo, Kaos era un cane abbandonato e i volontari che se ne sono presi cura hanno potuto portarlo all’osservazione dei nostri cardiologi solo a due anni di età, quando Kaos presentava anche questa complicanza. Per questo dopo l’intervento di chiusura del dotto, i nostri cardiologi sono intervenuti anche su questa patologia per normalizzare definitivamente il ritmo cardiaco, con il trattamento indicato in questi casi, ovvero la cardioversione elettrica, ma come prevedibile la cronicità della patologia ha fatto sì che la fibrillazione atriale recidivasse. Quindi oggi Kaos, guarita la malformazione cardiaca ha ancora bisogno di seguire una terapia farmacologica a vita per mantenere sotto controllo la frequenza cardiaca e di effettuare dei controlli periodici. Al momento è in ottime condizioni di compenso e di controllo della frequenza cardiaca che gli consentono di svolgere una vita normale, correndo e giocando come ogni cane della sua età. Questo fa sperare bene per il suo futuro, tuttavia, nonostante l’ottimismo, non possiamo prevedere quale sarà l’evoluzione della sua situazione cardiologica nei prossimi anni
Ora quello che manca a Kaos è solo una famiglia che gli voglia bene, con cui trascorrere una vita serena piena di attenzioni e di affetto. Kaos è una cane buono ed educato ed in clinica è riuscito a conquistare tutti con la sua dolcezza.
Diamogli l’opportunità di essere felice!
venerdì 8 marzo 2019
IL PACEMAKER
Oggi vi parliamo di questa piccola scatola che vedete in foto, il pacemaker. La Clinica Veterinaria Gran Sasso è una delle poche strutture in Italia a effettuare l’impianto di questo dispositivo, utilizzato per il trattamento di alcune bradicardie sintomatiche nel cane, condizioni in cui la frequenza cardiaca si riduce eccessivamente. Il pacemaker ha lo scopo di stimolare la muscolatura cardiaca, sostituendosi alle strutture normalmente adibite alla produzione di impulsi elettrici, che in alcune condizioni patologiche non sono più in grado di funzionare in modo autonomo e regolare. Il pacemaker è composto da una scatolina da cui originano gli impulsi elettrici, di un elettrocatetere che trasmette questi impulsi al cuore e infine di una batteria che ha lo scopo di alimentare tutto questo sistema.
L’importanza di impiantare questo piccolo oggetto deriva dalla gravità delle conseguenze delle bradicardie, infatti esse possono determinare debolezza, intolleranza all’esercizio, perdita transitoria dello stato di coscienza e, a volte, insufficienza cardiaca congestizia. L’impianto del pacemaker è una procedura salva vita, in quanto le aritmie che richiedono questo tipo di intervento mettono a rischio la vita del cane che ne è affetto.
Prima di procedere all’intervento è buona norma escludere tutte le eventuali condizioni sistemiche e metaboliche che possono essere sottostanti ad alterazioni del ritmo cardiaco di questo tipo e che possono essere gestite con altre metodiche terapeutiche.
Come avviene l’intervento? Si inizia inserendo l’elettrocatetere all’interno della vena giugulare per arrivare infine, mediante guida fluoroscopica, a livello cardiaco, più precisamente a livello di apice del ventricolo destro. A seguire si colloca il pacemaker in una tasca sottocutanea nella regione del collo, infine si collega al pacemaker l’elettrocatetere già in sede. Il collo viene bendato subito dopo l’intervento, in modo tale da proteggere la ferita chirurgica, e il cane viene sottoposto ad una terapia antibiotica di due settimane. Questo tipo di procedura prevede il ricovero di una notte del nostro paziente, al fine di poter tenere tranquillo l’animale nelle prima ore dopo l’intervento, di tenerlo monitorato ed effettuare un monitoraggio holter subito dopo l’impianto del pacemaker. È importante che il nostro paziente rimanga a rigoroso riposo per almeno un mese per poi essere sottoposto a controlli cardiologici seriali al fine di verificare che tutto vada per il meglio. Ogni controllo cardiologico consiste in un elettrocardiogramma e nella valutazione della corretta funzionalità del nostro pacemaker.
L’impianto del pacemaker risulta una procedura molto delicata sia per le condizioni spesso gravi dei pazienti, sia per i rischi nella fase post-operatoria, in cui l’occhio attento del proprietario diventa di fondamentale importanza. La complicanza più frequentemente riscontrata (anche se nel complesso delle procedure effettuate presso il nostro centro è infrequente) è la dislocazione dell’elettrodo, a cui corrisponde la ricomparsa dei sintomi presenti in fase pre-operatoria. In ogni caso la maggior parte dei cani mostra una risoluzione dei segni clinici dopo l’impianto di pacemaker, qualora non ci siano altre condizioni patologiche associate, pertanto questo intervento è fondamentale per la sopravvivenza dei cani affetti da bradicardia severa.
Se desiderate sapere di più riguardo a questa procedura potete leggere la nostra brochure sul sito clinicaveterinariagransasso.it, nella sezione notizie utili nella specialità Cardiologia.
lunedì 4 marzo 2019
IL TRASPORTINO PER GATTI
L’unico metodo sicuro per spostare il gatto è con il trasportino. È importante che per ogni spostamento, breve o lungo che sia, il gatto sia messo sempre nella gabbietta e mai lasciato libero in automobile. Ovviamente si può usare il trasportino anche per brevi spostamenti a piedi. Per abituare il gatto a viaggiare occorre innanzi tutto che l'animale familiarizzi con il trasportino, deve considerarlo come una “piccola tana” dove potrà sentirsi sicuro e protetto. Se il gatto si abituerà sarà un piacere portarlo sempre con voi, anche in vacanza.
Esistono trasportini di varie forme e dimensioni, in plastica o metallo, anche in stoffa. Questi ultimi però sono indicati solo per gatti tranquilli. Se l’animale deve restare nel trasportino a lungo è opportuno posizionare sul fondo di quest’ultimo una vecchia coperta o una traversina (telo assorbente in vendita nei negozi di animali e in molti supermercati) nel caso il quattro zampe dovesse fare dei bisogni. Può essere una buona idea anche tenere in macchina un trasportino di scorta, nel caso il gatto sporcasse il primo. Attenzione, però, a spostare il gatto da uno all’altro con la macchina ben chiusa, per evitare che il micio fugga.
sabato 2 marzo 2019
I DOVERI DEI PROPRIETARI DI ANIMALI
Chiunque conviva con un animale d’affezione o abbia accettato di occuparsene, è responsabile della sua salute e del suo benessere, deve provvedere alla sua sistemazione e a fornirgli adeguate cure e attenzioni, tenendo conto dei suoi bisogni fisiologici ed etologici, secondo l'età, il sesso, la specie e la razza.
In particolare deve:
1 rifornirlo di cibo e di acqua in quantità sufficiente e con tempistica adeguata;
2 assicurargli le necessarie cure sanitarie ed un adeguato livello di benessere fisico ed etologico;
3 consentirgli un'adeguata possibilità di esercizio fisico;
4 prendere ogni possibile precauzione per impedirne la fuga;
5 garantire la tutela di terzi da aggressioni;
6 assicurare la regolare pulizia degli spazi di dimora.
Quelli elencati sono obblighi legali, formalizzati in diverse leggi, convenzioni, accordi nel corso degli ultimi decenni. Tra gli ultimi va segnalato l’Accordo del 6 febbraio 2003, siglato in sede di Conferenza Stato Regioni, tra il Ministero della Salute, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano e recepito con DPCM 28 febbraio 2003. Sulla base della Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia, l’accordo definisce alcuni principi fondamentali per una maggiore e più corretta relazione tra l’uomo e gli animali da compagnia. Si parla di possesso consapevole, di come evitare che siano utilizzati in modo riprovevole e di favorire lo sviluppo di una cultura di rispetto anche nell’ambito delle realtà terapeutiche innovative come la pet-therapy.
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